Ma quale ponte?!

Ma quale ponte?!

Il ciclone Harry così come il recentissimo nubifragio che ha colpito il centro-nord della Calabria rivelano ciò che ormai è chiaro a tutte e tutti: i nostri territori sono fragili, trascurati, sacrificabili.

Il dissesto idrogeologico non risparmia nessuno. Piccoli e grandi centri del Sud Italia, abbandonati a frane, allagamenti e crolli, diventano luoghi sempre più invivibili.

Ma questi territori sono resi invivibili anche dalla carenza sistematica di servizi: una sanità pubblica sempre più carente, che produce morti evitabili; l’acqua che manca in gran parte dei comuni a causa di infrastrutture obsolete; strade principali ridotte a mulattiere, che mettono quotidianamente a rischio la sicurezza di chi le percorre.

In questo quadro drammatico, il ponte sullo Stretto di Messina rappresenta il simbolo della speculazione e dello sfruttamento del Meridione.

Un’opera mastodontica, ambientalmente assassina, strutturalmente infattibile.

Un’opera inutile, progettata proprio dove le priorità sono altre.

Ancora una volta, Governo dopo Governo, ci arriva la conferma di come per il Sud esista un progetto molto chiaro: sfruttamento, estrazione di forza lavoro e di risorse, turismo di massa concentrato in un solo mese all’anno.

Toglierci tutto, senza darci nulla in cambio.

Ne parliamo il 28 febbraio insieme agli attivisti e alle attiviste No Ponte di Messina e Reggio Calabria, per prendere posizione, per opporci a un destino già scritto (da qualcun altro).

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La Base Cosenza
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