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SUMMARY:Manifestazione per Waseem\, Amin\, Ullah\, Safi
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DESCRIPTION:IL CAPORALATO UCCIDE. LA CALABRIA ALZA LA TESTA. SABATO 6 GIUGN
	O MANIFESTAZIONE\nAD AMENDOLARA.\n\nSabato 6 giugno 2026 la Calabria scend
	e in piazza\, ad Amendolara\, contro il\ncaporalato e il sistema politico 
	che lo sostiene da sempre\, per rivendicare\ndiritti e giustizia per chi l
	avora.\n\nL’omicidio di Waseem\, Amin\, Ullah e Safi\, lavoratori sfruttat
	i\, ci lascia un\nmonito chiaro. Il caporalato continua a uccidere e strin
	ge nella sua morsa la\nPiana di Sibari e tanti altri territori del Paese. 
	È necessario guardare in\nfaccia la realtà e denunciare il sistema politic
	o ed economico che si fonda\nsullo sfruttamento dei braccianti e delle ris
	orse naturali.\n\nLa realtà che si vive nelle nostre campagne\, tra gli ag
	rumeti e le risaie\, è\nchiara a tanti. Nessuno può far finta di non saper
	e. Turni di lavoro\nmassacranti\, paga misera o nulla\, schiavismo. Tutto 
	questo mentre si\nmoltiplicano i casi di braccianti uccisi\, feriti o stro
	ncati dalla fatica e dal\ncaldo\, per poi essere abbandonati sul ciglio de
	lla strada come oggetti\nconsumati.\n\nSe il caporalato esiste\, la colpa 
	non è di chi ne è vittima\, ma del sistema in\ncui viviamo. Questo massacr
	o ha dei responsabili politici ben precisi ed è il\nrisultato diretto di l
	eggi sul lavoro assenti o non rispettate per volontà\npolitica e delle leg
	gi razziste sull'immigrazione. Dall'introduzione della legge\nBossi-Fini i
	n poi\, passando per tutti i provvedimenti successivi che ne hanno\nricalc
	ato la logica\, lo Stato italiano ha scientemente scelto di criminalizzare
	\ni migranti. Legando il permesso di soggiorno al contratto di lavoro\, qu
	este\nleggi non hanno contrastato l'illegalità\, ma l'hanno programmaticam
	ente\nprodotta.\n\nHanno privato migliaia di persone della propria dignità
	 giuridica\, respingendole\nnell'invisibilità e trasformandole in carne da
	 macello per imprenditori senza\nscrupoli e criminalità organizzata.\n\nIl
	 caporalato non si ferma con le ipocrite leggi varate da chi è responsabil
	e di\nquesto sistema. Si sradica dando maggiore potere a chi lavora\, cont
	rollando la\nfiliera e i costi\, allargando le tutele e promuovendo contra
	tti stabili.\nSicurezza\, stabilità e dignità sul lavoro rappresentano una
	 scelta politica. È\ninutile che la politica si batta il petto. Dietro le 
	continue morti sul lavoro\nc'è la sua firma.\n\nCome Unione Sindacale di B
	ase non assisteremo in silenzio a questa macelleria\nsociale. Davanti all'
	ennesima strage e all'indifferenza delle istituzioni è\nimpossibile rimane
	re in silenzio. Alziamo la testa\, prendiamo parola. Sabato 6\ngiugno\, ne
	l pomeriggio\, manifestiamo ad Amendolara.\n\nInvitiamo le calabresi e i c
	alabresi\, i singoli cittadini e le associazioni\nattive sul territorio a 
	unirsi a noi\, a prendere parte alla mobilitazione\, a\nmostrare il volto 
	di una Calabria che\, di fronte a queste barbarie\, non si\nrassegna ma\, 
	anzi\, sceglie di esserci e metterci la faccia.\n\nNon accetteremo passere
	lle da parte da parte di chi in questi anni ha costruito\nle condizioni af
	finché lo sfruttamento lavorativo e il caporalato prosperassero.\nGli scia
	calli di turno stiano alla larga\, non ci sarà spazio per lacrime di\ncocc
	odrillo e opportunismi politici sulle spalle dei lavoratori.\n\nUnione Sin
	dacale di Base- Calabria
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	ESTA. SABATO 6 GIUGNO MANIFESTAZIONE AD AMENDOLARA.</p><p>Sabato 6 giugno 
	2026 la Calabria scende in piazza, ad Amendolara, contro il caporalato e i
	l sistema politico che lo sostiene da sempre, per rivendicare diritti e gi
	ustizia per chi lavora.</p><p>L’omicidio di Waseem, Amin, Ullah e Safi, la
	voratori sfruttati, ci lascia un monito chiaro. Il caporalato continua a u
	ccidere e stringe nella sua morsa la Piana di Sibari e tanti altri territo
	ri del Paese. È necessario guardare in faccia la realtà e denunciare il si
	stema politico ed economico che si fonda sullo sfruttamento dei braccianti
	 e delle risorse naturali.</p><p>La realtà che si vive nelle nostre campag
	ne, tra gli agrumeti e le risaie, è chiara a tanti. Nessuno può far finta 
	di non sapere. Turni di lavoro massacranti, paga misera o nulla, schiavism
	o. Tutto questo mentre si moltiplicano i casi di braccianti uccisi, feriti
	 o stroncati dalla fatica e dal caldo, per poi essere abbandonati sul cigl
	io della strada come oggetti consumati.</p><p>Se il caporalato esiste, la 
	colpa non è di chi ne è vittima, ma del sistema in cui viviamo. Questo mas
	sacro ha dei responsabili politici ben precisi ed è il risultato diretto d
	i leggi sul lavoro assenti o non rispettate per volontà politica e delle l
	eggi razziste sull'immigrazione. Dall'introduzione della legge Bossi-Fini 
	in poi, passando per tutti i provvedimenti successivi che ne hanno ricalca
	to la logica, lo Stato italiano ha scientemente scelto di criminalizzare i
	 migranti. Legando il permesso di soggiorno al contratto di lavoro, queste
	 leggi non hanno contrastato l'illegalità, ma l'hanno programmaticamente p
	rodotta.</p><p>Hanno privato migliaia di persone della propria dignità giu
	ridica, respingendole nell'invisibilità e trasformandole in carne da macel
	lo per imprenditori senza scrupoli e criminalità organizzata.</p><p>Il cap
	oralato non si ferma con le ipocrite leggi varate da chi è responsabile di
	 questo sistema. Si sradica dando maggiore potere a chi lavora, controllan
	do la filiera e i costi, allargando le tutele e promuovendo contratti stab
	ili. Sicurezza, stabilità e dignità sul lavoro rappresentano una scelta po
	litica. È inutile che la politica si batta il petto. Dietro le continue mo
	rti sul lavoro c'è la sua firma.</p><p>Come Unione Sindacale di Base non a
	ssisteremo in silenzio a questa macelleria sociale. Davanti all'ennesima s
	trage e all'indifferenza delle istituzioni è impossibile rimanere in silen
	zio. Alziamo la testa, prendiamo parola. Sabato 6 giugno, nel pomeriggio, 
	manifestiamo ad Amendolara.</p><p>Invitiamo le calabresi e i calabresi, i 
	singoli cittadini e le associazioni attive sul territorio a unirsi a noi, 
	a prendere parte alla mobilitazione, a mostrare il volto di una Calabria c
	he, di fronte a queste barbarie, non si rassegna ma, anzi, sceglie di esse
	rci e metterci la faccia.</p><p>Non accetteremo passerelle da parte da par
	te di chi in questi anni ha costruito le condizioni affinché lo sfruttamen
	to lavorativo e il caporalato prosperassero. Gli sciacalli di turno stiano
	 alla larga, non ci sarà spazio per lacrime di coccodrillo e opportunismi 
	politici sulle spalle dei lavoratori. </p><p>Unione Sindacale di Base- Cal
	abria</p>
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